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Comunicato stampa – Mercato veicoli commerciali pesanti 2025

FEDERAUTO: MERCATO HDV 2025 IN CALO (-3,4%), IL DIESEL RESTA DOMINANTE (96,25%)

Roma, 12 gennaio 2026 – Da questo mese Federauto pubblica i dati mensili e annuali del mercato dei veicoli commerciali al di sopra delle 3,5 ton di PTT. Le tabelle sono un’elaborazione di Federauto su dati del ministero dei Trasporti.

Nel 2025 le immatricolazioni dei veicoli industriali al di sopra delle 3,5 ton ha perduto il 3,72%, fermandosi a 27.005 veicoli contro i 28.049 del 2024. Il mercato rimane largamente presidiato dal diesel che, pur registrando una diminuzione complessiva del 4,85%, ha immatricolato 25.993 veicoli, pari al 96,25 del totale (contro il 97,39 dell’anno precedente).

 

La diminuzione colpisce le motorizzazioni a gas che cedono del 30,77%. In quanto all’appariscente incremento percentuale del 178,77%, invece, la trazione elettrica guadagna meno di un punto e mezzo di quota, passando dallo 0,76% al 2,19%, e cioè da 212 a 591 veicoli (379 unità in più) peraltro concentrati nella fascia delle motrici al di sotto delle 7,49 tonnellate che ha registrato 506 immatricolazioni (51 i trattori), mentre sopra questo peso si sono avute 31 motrici vendute. Da segnalare il calo percentuale dei trattori stradali -6,95.

Nella disaggregazione per Peso la diminuzione più forte è nella fascia dei medi, mentre al di sopra delle 16 ton – che costituiscono l’83% del mercato, il calo (3,23%) è analogo a quello complessivo:

Tra i marchi IVECO resta il preferito con il 30,00% delle immatricolazioni, nonostante un netto calo del 10,91%, decremento peraltro inferiore a quello – su numeri più bassi – di Scania (-14,05%), Isuzu (-41,71%) e Astra V.I. (-47,77). In controtendenza, crescono Mercedes Trucks (16,42%), Renault Trucks (13.65%), Mitsubishi Fuso (12,57%) e, su cifre assolute più basse, Fiat (308,11%):

A soli dieci anni dalla quasi totale cessazione della produzione di motori endotermici sui veicoli industriali, ideologicamente voluto – e non corretto – dalla Commissione europea il mercato HDV appare dominato in maniera incontrastata dalle motorizzazioni a gasolio. La trazione elettrica – come era ampiamente prevedibile per veicoli esigenti, in termini di costi, autonomia, tempi operativi, come i camion – non attecchisce e anzi è quasi del tutto assente al di sopra delle 7 tonnellate e mezza. La “grande spinta” ai soli EV ha finito per invertire anche la crescita dei veicoli a CNG/GNL (che vantano oggi un circolante di oltre 3000 unità) e che, soprattutto tramite l’uso del Bio CNG/GNL, garantiscono oggi un impatto ambientale minimo.

Rammentando che i costruttori di HDV (Heavy Duty Vehicles) ad oggi NON HANNO ANCORA OTTENUTO ALCUNA DEROGA NELLA GESTIONE DELLE MULTE CO2, la flessibilità richiesta alla Commissione europea si è manifestata, a dicembre, con un nuovo pacchetto di misure che è eufemistico definire contraddittorie. Ci auguriamo che la voce del mercato arrivi ai parlamentari europei, ai quali nelle prossime settimane è affidata la possibilità di modificare il pacchetto Von Der Leyen e che la commissione Ambiente del Parlamento europeo, che esaminerà per prima il progetto, intervenga a correggere quelle distorsioni che continuano ad alimentare l’incertezza degli acquirenti e il loro rifiuto ad adottare tutte le tecnologie applicabile ai veicoli pesanti.

In questa situazione, a cui si aggiungono le incertezze provenienti dal quadro geopolitico, non è possibile fare per il 2026 previsioni che si discostino da una sostanziale conferma dei risultati conseguiti nel 2025, anche in attesa dell’avvio degli incentivi del Fondo Pluriennale appena avallato dal Governo su istanza di FEDERAUTO insieme a ANFIA, ANITA, UNATRAS e UNRAE.