Comunicato stampa – Quattroruote: un editoriale scritto di pancia

Roma, 1 ottobre 2011 –  Gentile Direttore, abbiamo letto con molta attenzione il suo editoriale presente nel numero di Quattroruote di ottobre. Lei apre con una frase significativa: “La famigerata IPT progressiva paventata da mesi è entrata in vigore esattamente come anticipato da Quattroruote”. Detta così, converrà con me, sembra che voi siate dotati di poteri sovrannaturali che consentono di scrutare il futuro. La verità è che tutti gli addetti ai lavori ne erano a conoscenza da mesi. Come è pur vero che solo alcuni attori della filiera hanno cercato di combattere una battaglia, nonostante avesse scarse probabilità di essere vinta. Altri soggetti, invece, hanno preferito trincerarsi dietro una carenza di legittimazione, o qualche altra scusa, per nascondere la testa sotto la sabbia. Beh, se vuole prendere nota, noi facciamo parte di chi ha combattuto e perso. Ma con dignità. La informo, visto che non si è premurato di chiedercelo prima di citarci, che Federauto ha partecipato all’apposito Tavolo di Lavoro al Ministero competente, ha scritto lettere ad esponenti del Governo, incontrato politici, presentato emendamenti. Infine, nonostante tutto fosse perduto, abbiamo acquistato due pagine intere su Corriere della Sera e Repubblica, insieme alle altre sigle che compongono la filiera. Quest’ultimo atto non per ottenere qualcosa, non siamo così sprovveduti, ma per denunciare l’ennesimo sopruso perpetrato ai danni dei nostri Clienti, e dell’automotive in generale. Insomma, Federauto in questa vicenda può andare a testa alta.

Sempre nel suo editoriale dichiara che aveva proposto a Federauto un’azione spettacolare attraverso i concessionari che ho l’onore di rappresentare. Di aver citato a esempio i mille tassisti della capitale che da soli avevano fatto saltare la liberalizzazione delle licenze. Io l’ho ascoltata, ma ricorderà che le ho risposto che siamo contrari alle serrate perché creare disservizi ai nostri Clienti non lo riteniamo etico. Se facessimo una serrata, per esempio, chi garantirebbe il servizio di riparazione delle auto, dei veicoli commerciali e dei camion, a privati, aziende, enti, forze dell’ordine e ospedali? Inoltre mi preme ricordarle, o magari comunicarle che, mentre lo sciopero è un diritto, la serrata di un’unità produttiva è un atto illegale. E’ anche per questo che le avevo spiegato che se avessi proposto ai concessionari questa forma di protesta molti sarebbero rimasti aperti: per non commettere un atto illegale non, come ha scritto lei, per approfittarsi della chiusura di un collega. Alla luce di quanto esposto, Direttore, la serrata è una bella idea? Nel contempo mi domando: può Quattroruote auspicare che degli imprenditori commettano degli illeciti?

Abbiamo valutato delle forme di protesta, certo, ma poi ha prevalso in noi il senso di responsabilità sociale. Forse un giorno dovremo adeguarci a queste logiche in un Paese dove se non blocchi un’autostrada non ottieni nulla, ma finché possiamo resisteremo, staremo aperti, lavoreremo, e serviremo i nostri Clienti che, in parte, sono i suoi lettori.

Per quanto riguarda il fatto che Quattroruote abbia cercato di coinvolgere le marche che fanno parte dell’Unrae, che rappresenta i costruttori esteri, nulla sappiamo. Io posso asserire, senza tema di smentita, che non avete proposto a Federauto nulla di concreto, di tangibile, di formale, e quindi non capiamo come avremmo potuto aderire a un progetto che non ci avete mai sottoposto. Preciso anche che non abbiamo mai trattato con il “sottobosco romano”, ma solo ai massimi livelli e alla luce del sole. Non abbiamo ottenuto il risultato per una serie di ragioni e basta accendere un televisore o aprire un giornale per renderci conto che viviamo un momento delicato, non solo per l’automobile.

Anche per l’aumento dell’Iva ci siamo opposti, duramente, mentre per l’Ipt abbiamo parlato di legge “porcellum”. Abbiamo anche affidato a TV, radio e giornali i nostri messaggi contro questi provvedimenti. Posizioni dure, chiare, scomode e decise. Le trova tutte nel nostro sito www.federauto.eu. In conclusione, lei scrive che Quattroruote ha urlato alla luna e nessuno vi ha ascoltati. Benissimo, caro Direttore, è quello che è successo a noi, solo che oltre a urlare, non alla luna ma ai giusti interlocutori, abbiamo posto in essere una serie di atti concreti.

Vorrei concludere in maniera positiva. Poiché il mondo dell’automotive ha bisogno che tutti, nei rispettivi ruoli, si adoperino per il settore, lanciamo a lei e al mensile che dirige molto bene una proposta: perché non uniamo le forze nella tutela degli automobilisti, dell’ambiente, della sicurezza, nel proporre al Governo un piano pluriennale che consenta di riscrivere la viabilità all’interno del Piano di Sviluppo che dovrebbe rilanciare il Paese?

Allegati