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Comunicato stampa – Mercato veicoli industriali febbraio 2026

A febbraio il diesel torna in positivo (+2,97) e occupa il mercato (98,65%), mentre l’elettrico torna indietro (-1,3% per 16 immatricolazioni). Cedono anche i pesi leggeri, mentre sopra le 16 tonnellate c’è una crescita del 5,56%

Roma, 11 marzo 2026 – A febbraio 2026 il mercato dei Veicoli Industriali registra 2.215 immatricolazioni, sostanzialmente invariato rispetto a febbraio 2025 (+0,05%). Il dato conferma la fase di normalizzazione già emersa a gennaio (+1,07%), ben distante dai rimbalzi a doppia cifra dell’ultimo trimestre 2025. Il cumulato gennaio-febbraio 2026 si attesta a 4.809 unità (+1,35% sul pari periodo 2025).

Significativo, invece, per quanto riguarda le alimentazioni, il ritorno del segno positivo nel diesel, che guadagna il 2,97 nel mese (quota di mercato 98,65%) e l’1,95 nel bimestre dopo un 2025 in perdita netta (-4,85%) e un gennaio in leggero calo (-0,32%). In parallelo crolla l’elettrico, che partendo da numeri marginali è fortemente sensibile a qualunque variazione e, dunque, i 16 veicoli immatricolati in febbraio segnano una diminuzione del 64,44% nel mese e pareggia il risultato nel bimestre, annullando la leggera crescita di gennaio. Il metano conferma la sua progressiva e costante marginalizzazione. Altrettanto significativo il calo delle immatricolazioni nei pesi più leggeri, fino alle 16 tonnellate (-15,54% da 3,5 a 7,5 tonnellate e -31,05 da 7,5, a 16 tonnellate), dove la presenza dell’elettrico è generalmente più forte e l’incremento del 5,56% sopra le 16 tonnellate, dove il ricorso al diesel è pressoché totale.

È l’ennesima conferma che il mercato non assorbe più di tanto i veicoli ad alimentazioni alternative, soprattutto nei segmenti più alti di peso, dove la larga riconferma del diesel è una palese richiesta di ampliare la scelta dei vettori ad alimentazioni che – pur sempre carbon neutral – siano in grado di rispondere pienamente alla domanda di flessibilità ed efficienza delle imprese di autotrasporto.

La dinamica complessiva nasconde però un andamento molto divergente tra i due comparti principali.

Motrici. Il segmento motrici segna un calo pesante: 944 unità, -18,34% su febbraio 2025 (cumulato gen-feb a 2.157, -7,42%). La flessione è diffusa su tutte le fasce di peso: i medi (7,5-16 t) perdono il 31,05%, i pesanti oltre 16 t il 14,74%, e anche i leggeri (3,51-7,49 t) arretrano del 15,54% dopo il balzo di gennaio (+81,25%). Per alimentazione il diesel torna a rappresentare il 97,67% del comparto, in risalita rispetto al 94,27% di gennaio: l’elettrico scende a 13 unità (1,38%), lontano dalle 43 del mese precedente. Nel segmento leggero, dove la transizione era più avanzata, l’elettrico si attesta al 10,40% (13 unità), in forte contrazione rispetto al 28,97% di gennaio — un dato che ridimensiona l’accelerazione vista il mese scorso. Sul fronte delle carrozzerie, il cassone resta dominante (44,49%) ma cala quasi del 19%. Crollo marcato dei furgoni (-56,30%), mentre tiene l’isotermico (+2,61%) e crescono le cisterne (+24,44%).

Trattori stradali. Il comparto trattori compensa ampiamente la flessione delle motrici: 1.271 unità, +20,13% su febbraio 2025 (cumulato gen-feb a 2.652, +9,81%). Il diesel è quasi totale (99,37%), l’elettrico resta marginale (3 unità) e il GNC è in caduta libera (-88%, solo 3 unità). Anche nei trattori il noleggio è in forte espansione: 62 unità (4,88%, +87,88%), con un cumulato gen-feb al 4,45% (+90,32%). Il conto terzi domina al 92,29%.

Marchi. In sintesi, nel cumulato 2026: IVECO, DAF e RENAULT perdono terreno (rispettivamente -3,4%, -2,1% e -1,6%), SCANIA stabile (-0,2%) mentre crescono Volvo (+2,9%), Mercedes-Benz (+2,3%) e soprattutto MAN (+1,.1%). In calo DAF (-17,41%) e Ford Trucks (-64,91%).

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