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Comunicato stampa – Mercato auto settembre +9,9%

A settembre sono state immatricolate 139.356 autovetture, il +9,9% rispetto al pari mese 2025.
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ARTUSI: «MERCATO POSITIVO, MA SEMPRE DISOMOGENEO:
DEALER PIU’ NOLEGGIO QUASI AL 50%»

Roma, 1° ottobre 2026 – Secondo i dati comunicati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il mese di settembre 2026 totalizza 139.356 immatricolazioni di autovetture nuove, segnando +9,9% rispetto al pari mese 2025.

«Positivo l’aumento dell’immatricolato ma un’analisi attenta della struttura del mercato, quindi dei suoi canali di vendita, rivela una disomogeneità di fondo segnata da condizioni contingenti che si alternano o si sommano di volta in volta, andando a determinare un risultato mensile, che rischia di far perdere ogni validità per un’analisi di prospettiva». Lo ha affermato Massimo Artusi, presidente Federauto.

Aggiunge il presidente Federauto: «Il peso dei canali di vendita, caricato in gran parte sul noleggio e sui concessionari, anziché – come dovrebbe essere – sui privati che acquistano solo se confortati da incentivi importanti, agisce come una sorta di cerotto provvisorio su un malessere che impedisce al mercato di riacquistare i suoi normali connotati di certezza e stabilità. È importante anche notare che, rispetto allo YTD settembre 2025, le immatricolazioni in crescita rilevante sono nei segmenti A e B con trazione elettrica di cui 54.000 vetture sono imputabili al bonus MASE e che togliendole si tornerebbe ai volumi 2025».

Prosegue Artusi: «In questo quadro rientrano – come elementi di tale malessere del mercato – sia gli incrementi del prezzo dei carburanti, sia il blocco della circolazione dei diesel euro 5. Bene ha fatto il Governo sia a intervenire con riduzioni dell’accisa (anche se avremmo suggerito un intervento “meno generalizzato”, si pensi al gasolio per il trasporto professionale che è risultato penalizzato), prima, e con un caldo invito alle compagnie petrolifere a fissare un tetto temporaneo agli aumenti alla pompa, poi, per venire incontro alle difficoltà degli utenti, sia a prorogare ancora una volta di un anno – all’ottobre 2027 – il blocco dei diesel euro 5 nelle Regioni padane.

Ma non possiamo nasconderci che i disagi, le difficoltà, le diseconomie che ci troviamo a dover affrontare oggi e che destrutturano il mercato dell’automotive, sono frutti avvelenati che nascono nelle dirigistiche politiche europee, sempre aggrappate all’ideologia del green da interpretare, sull’unico palcoscenico, del tutto elettrico e subito, forzando il mercato attraverso imposizioni all’industria (tecnologie e multe) e la limitazione della scelta ai consumatori.

Gli stessi aumenti dei carburanti alla pompa non dipendono tanto dal costo del greggio (aumentato, sì, a causa dei conflitti in corso, ma su livelli ancora sostenibili), quanto dai costi della raffinazione, i cui impianti in Europa sono stati in gran parte dismessi o riconvertiti (pochi, e in Italia), dal momento che il futuro – per Bruxelles – doveva essere obbligatoriamente elettrico.

Così come è una Direttiva europea che ha consentito a Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna di mantenere il blocco della circolazione dei diesel Euro 5 come una spada di Damocle sul capo degli automobilisti e delle imprese, rinviata già quattro volte, ma sempre lì, sospesa e pronta a fermare oltre un milione e 200 mila autoveicoli e 200 mila mezzi commerciali. Attenzione: non sottovalutiamo affatto la gravità del problema ambientale, ma ci battiamo fin dall’inizio perché venga affrontato e risolto, non con politiche effimere basate sull’immagine, ma con interventi pragmatici, strutturali e programmatici».

Conclude il presidente di Federauto: «In questo contesto, più che i conflitti in corso, a incidere sull’approccio dei cittadini al mercato automobilistico sembrano essere, dunque, le politiche europee, che per l’automotive già si preparano a un nuovo colpo con l’introduzione dell’ETS2, nell’illusione – già chiaramente smentita dal mercato – di aprire la strada alla trazione elettrica (senza alcun effetto diretto sulla decarbonizzazione). L’effetto sarà quello di far lievitare ancor di più i costi dei carburanti e dei veicoli, mettendo in grave difficoltà soprattutto quei cittadini meno abbienti che non hanno le possibilità economiche per rinnovare la propria auto e la logistica europea che resta asset essenziale della capacità produttiva del nostro continente».

Commento tecnico: Settembre 2026 si chiude con 139.741 immatricolazioni (+10,02% su settembre 2025), portando il cumulato a 1.271.578 unità (+8,75%) nel periodo gennaio-settembre. Dopo la pausa estiva (luglio +3,84%, agosto +3,04%) il ritmo mensile torna in linea con il primo semestre. Il progressivo dei nove mesi interrompe la lieve decelerazione dei mesi estivi e risale rispetto al +8,60% di agosto.

Sul fronte delle alimentazioni, l’HEV torna sopra il 50% mensile dopo cinque mesi consecutivi sottosoglia (aprile-agosto): 71.258 unità (50,99%, +24,77%). Il cumulato Gen-Set risale al 49,41% (628.288 unità, +21,57%), restando comunque sotto il 50%. Il PHEV conferma la doppia cifra per il quinto mese consecutivo: 15.002 unità (10,74%, +38,45%). Nel cumulato raggiunge 121.056 unità (9,52%, +72,17%). Le motorizzazioni elettrificate (HEV+PHEV+BEV) arrivano complessivamente al 69,32% del mese.

Il BEV recupera rispetto ai mesi estivi: 10.600 unità (7,59%, +48,52%), dopo il 5,89% di luglio e il 6,34% di agosto. Nel cumulato supera le 100.000 unità (101.278, 7,96%, +66,33%). Tra le alimentazioni tradizionali, il diesel scende per la prima volta sotto il 5% mensile: 6.931 unità (4,96%, -39,16%), il calo più marcato dell’anno. La benzina si ferma a 24.560 unità (-14,32%, 17,58%) e il GPL a 11.390 (-4,00%, 8,15%). Nel cumulato i cali sono rispettivamente -27,87% (diesel), -16,97% (benzina) e -16,29% (GPL).

Sui canali di vendita, la crescita torna diffusa su tutti i canali. I privati salgono a 78.456 unità (+9,76%, 56,14%), con un cumulato di 685.783 unità (+10,41%, 53,93%). Il canale società torna nettamente positivo: +11,70% a 24.850 unità (17,78%), con il fleet a +3,93%. Il noleggio registra 36.435 unità (+9,47%, 26,07%), con il lungo termine a +7,77% (31.007 unità) e il breve termine a +6,86% (2.381 unità). Il lungo termine torna positivo anche nel cumulato (+0,60% a 273.690 unità), dopo essere rimasto negativo per tutto l’anno.

Le auto-immatricolazioni aggregate totalizzano circa 18.782 unità mensili (13,44% del mercato): Autoimm.ni Dealer 15.887 unità (+10,38%, 11,37%) e Dealer Uso Noleggio 2.895 unità (+41,20%). Nel cumulato Gen-Set il dato aggregato sale a circa 134.556 unità (10,58% del totale YTD), in ulteriore aumento rispetto al 10,23% di agosto. Le Autoimm.ni Dealer contano 116.682 unità (+3,13%) e il Dealer Uso Noleggio 17.874 unità (+48,15%). Le Autoimm.ni Case Auto raddoppiano su base mensile (1.632 unità, +103,55%).

Negli ultimi tre giorni di settembre sono state targate 58.906 unità (42,15% del volume mensile), con una media di 19.635 immatricolazioni al giorno contro le 4.254 dei restanti giorni lavorativi.

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