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Lettera aperta dei concessionari di autoveicoli al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, pubblicata sul Corriere della Sera

Signor Presidente del Consiglio,

alla luce della situazione che ci vede tutti coinvolti in quest’emergenza e delle misure prese dal Governo per contrastare i gravi effetti della pandemia sull’economia del Paese, abbiamo deciso di rivolgerLe un appello a nome di tutti gli imprenditori della nostra categoria.

Rappresentiamo 1.500 imprese italiane e più di 120.000 collaboratori, che attraverso il proprio lavoro contribuiscono ogni anno a generare il 3% del prodotto interno lordo del nostro Paese.

Il settore dell’Automotive apporta ogni anno circa il 18% del totale delle entrate erariali dello Stato attraverso imposte dirette ed indirette come Iva, bollo e super bollo, accise sui carburanti e così via.

Siamo sempre stati abituati a rimboccarci le maniche e lavorare a testa bassa, consapevoli che il contesto in cui operiamo, difficilmente è per noi elemento di supporto. Per questo motivo, anche oggi, non vogliamo in alcun modo giudicare la scelta del Governo di non inserire nell’ultimo decreto alcuna misura di sostanza volta a sostenere la ripresa del mercato degli autoveicoli.

Come Ella sa, la nostra Federazione ha inviato al Governo un ventaglio di proposte concrete, tutte indirizzate a far ripartire un settore chiave dell’economia nazionale, con un evidente ritorno per la nostra economia e per le casse dello Stato.

Non vogliamo metterLa in difficoltà favorendo la nostra categoria piuttosto che altre, ma fra tutte le nostre proposte, ce n’è una che certamente gioverebbe alla totalità delle imprese italiane: la detraibilità IVA delle spese relative alle autovetture per imprenditori e professionisti.

L’Italia è l’unico Paese europeo in cui l’IVA non è completamente detraibile per aziende e professionisti, mettendo le imprese italiane in una posizione di difficoltà oggettiva rispetto ai competitor degli altri Paesi europei.

Questa misura ridurrebbe i costi a carico di aziende e professionisti, favorendo una maggiore competitività nei confronti degli altri Paesi dell’Unione. Stimolerebbe, inoltre, un incremento degli acquisti di autoveicoli da parte delle imprese, con il conseguente rinnovo del parco circolante e l‘introduzione sul mercato di nuove vetture usate con motorizzazioni di ultime generazioni, efficienti e pulite, favorendo la maggior parte della popolazione che in ogni caso non potrà sfruttare il bonus a sostegno delle auto ibride/elettriche ancora molto costose.

Non sappiamo se il Governo vorrà intervenire per cambiare le cose o continuare nel solco della tradizione, ossia ricordarsi degli autoveicoli solo per far quadrare i conti dello Stato.

Noi le proposte le abbiamo fatte!

Sino ad oggi, però, non ci sembra che il vento sia cambiato e, quindi, Signor Presidente, nell’illusione che qualcosa possa cambiare, da imprenditori proviamo a gestire la riapertura delle nostre aziende con la consapevolezza che nella circostanza attuale solo il nostro impegno non potrà bastare.

Un cordiale saluto.

I 1.500 concessionari italiani e i loro 120.000 dipendenti e collaboratori

 

#ilmotoreitaliano
#guidareildomani
#insiemeperlaripresa

 

 

 

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